Supermoon

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22 novembre 2014

Quella voglia incontenibile di tornare laggiu'


"Possano le tue scelte riflettere le tue speranze,
non le tue paure."
N. Mandela


La allontani, la mandi giu', la releghi in un angolino della mente. Ma poi lei torna, impetuosa, ti scuote, ti destabilizza, ti mette davanti a te stessa, alla tua scelta, al tuo futuro che appare ancora cosi' incerto. Ti tiene sveglia nelle notti senza luna, mentre scende la pioggia e affiorano lacrime che sanno di tante cose. Non e' che non ti piace la tua vita qui: hai tutto quello che mai avresti altrove, le giornate scorrono veloci una diversa dall'altra. 

E' il futuro a preoccuparti. Tanto. 

Cosi' ti bastano le foto bellissime, naturali, senza filtri che arrivano da laggiu' per farti riprovare la voglia di tornare. E ti chiedi se questa forza che ti trascina non abbia un senso, non sia uno di quei segnali da seguire. 

E' sera ormai e stanca di questi pensieri, di questa indecisione, di questo non so che, spegni la luce. Domani e' un altro giorno. 


24 giugno 2014

365 giorni dopo

"Viaggiatore che tornate da terre lontane, quali doni portate con voi?"
"Signora, vi porto i fiori del giardino piu' profumato,
le stoffe piu' preziose d'Oriente e una valigia piena di felicita'!"
Mine Vaganti


1 anno, 12 mesi, 365 giorni, un numero inimmaginabile di ore, minuti, secondi.
A volte sembra ieri, a volte sembra passato molto di piu'. 
Talvolta felice, talvolta dubbiosa, spesso incredula. 

Un anno fa, a quest'ora, tornavo a casa. La MIA casa. Non le seconde case che mi avevano accolta nel periodo universitario e nemmeno le temporanee dimore in muratura o su due ruote o sotto le stelle che hanno accolto i miei sogni Down Under. Eh no! Era proprio CASA! 
Quel che ricordo di piu' e' la gioia dell'attesa, quell'attesa elaborata negli ultimi mesi e giorni, quando realizzi che ormai manca poco. Perche' come dice il Piccolo Principe, la felicita' sta anche nell'attesa di un incontro. E poi la gioia incontenibile di riabbracciare la mia mamma, che non mi aspettava e ancora mi chiedo come non le sia preso un infarto. A casa mi aspettava anche una cascata di riccioli biondi che se solo adesso penso alla possibilita' di rifare le valige, mi manca gia'. 

Ero tornata e mi ero data tempo di pensare al da farsi. Ero tornata nella mia stagione preferita dell'anno e sarebbe stata l'estate a portarmi consiglio. L'estate mi porto' anche un lavoro e cosi' dopo qualche mese sono stata per sei mesi immersa nella neve e in tante altre cose. Ma non era il mio posto. Forse perche' da tempo avevo deciso che le radici le dovevo rimettere a CASA. O, se proprio non avesse funzionato, in Australia. Nessuna via di mezzo. O il cuore, o la liberta'.

E' passato un anno. E non c'e' stato giorno in cui non abbia pensato a quel viaggio dall'altra parte del mondo. Un'esperienza che mi ha dato tanto, che spesso mi porta a pensare com'ero prima e come sono adesso. La nostalgia che sento, che mi fa dire che e' stato un viaggio di sola andata. Gli amici ancora laggiu', che ogni tanto mi chiedono quando torno, mi propongono opportunita' e io qui a scacciare quei pensieri lontani, fingendo di sapere che non riaffioreranno!

Non sono ancora sicura che la mia vita sia qui. Quest'anno mi ha fatto capire quanto sia vero che "Quando si assaggia la liberta', non si puo' tornare indietro." Qui ci sono il cuore e la mente; la' il cuore e la liberta'. E il mio futuro dov'e'?

Chissa'!





14 dicembre 2013

Inquietudine



"E' incredibile come un viaggio del genere possa lasciarti dentro qualcosa di 
cosi' indelebile, che non puoi spazzare via con la tua 'vecchia' vita, 
ritornando e riassaporando i gusti e i profumi di casa."
Spirit of adventure - Australia


Ripetitiva e paranoica. Cosi' mi sento da quando sono tornata. O forse lo sono sempre stata. Perche' timidezza e insicurezza mi hanno sempre portata a pensare, all'ennesima potenza. Ora piu' che mai, perche' mai come adesso penso al futuro, un futuro che m'interroga, un futuro sempre presente. Perche' questa vita e' una sola e di accontentarmi forse non sono mai stata capace. Ho un grande senso di adattamento e di sopportazione, tradotto in inquietudine se nel posto dove sto non sto bene. 
Lo sapevo che il rientro sarebbe stato difficile, per quanto l'abbia voluto e pianificato. Non e' stata una scelta leggera, ma ben ponderata. Sapevo quello che avevo lontana da casa e sapevo benissimo quello che mi mancava e che la' fuori non avrei mai potuto trovare. Quelle cose che appartengono solo all'Italia, quegli affetti che come ho detto mille volte, sono QUI. Quanto difficile era impossibile quantificare. Ora che sono qui ho la sensazione che chi torna, o diventa rivoluzionario, o si adatta a un sistema che a mio avviso non funziona e ne stiamo pagando care le conseguenze. Un sistema che ci nega diritti che altrove sono fondamentali ed e' soprattutto al mondo del lavoro che mi riferisco. Se ne parli con chi ha messo il naso al di fuori dei nostri confini, trovi condivisione. Altrimenti ti senti incompresa, parli di fatti concreti e di rimando avverti un "Ma questa e' stata su Marte!".

Affido tutto cio' che provo alle parole di un'amica, viaggiatrice e blogger anche lei, perche' ho letto e riletto la sua email, perche' mi ci ritrovo in ogni parola. Perche' anche lei e' stata in Australia e mi esorta a partire di nuovo, senza ripensamenti. 

  • "Cara Sara, rileggendo il tuo ultimo messaggio, ho rivissuto il mese appena passato. Ho capito cose, che se non fossi tornata, mai avrei capito. Ricordo, che prima di rientrare in Italia, la voglia che avevo di tornare era sorprendente, ma ora, tutto ciò mi sembra un limbo, qualcosa che non mi appartiene. Sto bene e sono felice, ma sento, in cuor mio, che è una felicità diversa, che sa di amaro. Mi sono resa conto, di come stia vivendo nel ricordo di ciò che è stato. Me ne rendo conto giorno dopo giorno, e provo con tutta me stessa a non farlo, perché so che è sbagliato. Ma ricordo con gioia il 'viaggio' e tutte le sue emozioni, e non vedo l'ora di rimettermi lo zaino in spalla e ripartire!
  • Il mio rientro è stato bellissimo, ricco di emozioni, felicità e gioia!
  • Devo però ammettere, che stando qui, mi sembra di stare perdendo tempo! Probabilmente è anche sbagliato pensarla a questo modo.
  • Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro che mi permetta di mantenermi per questi tre mesi di permanenza a 'casa'. So di avere la possibilità di potermi godere famiglia, amici e hobbies e so, che ho la possibilità di poter fare un altro anno in Australia e visitare altri paesi dove c'è la possibilità di applicare il whv, ma, pur sapendo tutto questo, non riesco a godermi come vorrei, questa mia permanenza a casa. Mi sembra tutto surreale. Mi sembra di non essere qui, ma lontana anni luce!
  • I miei occhi viaggiano, rivivono luoghi e ne immaginano altri.
  • La mia mente è altrove, anche lei, sempre in viaggio. Un viaggio dal quale, una volta partiti, non si può più tornare!"


5 settembre 2013

Alla bellezza e la magia della vita

"Ci sono cose che decidiamo noi, poi ci sono un milione di coincidenze sulle quali non abbiamo nessun controllo, quegli eventi che ci portano in un certo posto, in un dato momento e che ci cambiano la vita per sempre. Chi controlla queste coincidenze? Una cosa è certa non siamo noi." (cit.)


In questi giorni, nei pochi momenti in cui mi sono trovata sola coi miei pensieri, l'unica cosa che sono riuscita a pensare e' che la vita sa essere proprio bella. La bellezza delle piccole cose, la bellezza delle persone, il piacere di passare assieme anche poco tempo, ma intensamente.
In questi giorni un cerchio si e' chiuso. Non lo so quanti sono i gradi di separazione che ci separavano, so che nella vita capitano delle coincidenze inspiegabili. Questa storia piu' di altre ho portato con me dall'Australia e non mi stanco di ripeterla e mi scuso con chi gia' l'ha sentita raccontare.

Byron Bay, novembre 2012: il posto in cui vivere forse x sempre, ma dove non ho trovato lavoro. Cerco quindi un help-x (lavoro in cambio di vitto e alloggio) nelle vicinanze, per non delapidare il conto in banca. 
Dunoon, qualche giorno piu' tardi: una delle signore che mi accoglie mi mostra un piatto di ceramica, lo giro ed e' firmato. "L'ha fatto una mia amica tanti anni fa, il suo papa' e' italiano." E il cognome e' molto famigliare, trentino.
Qualche giorno dopo l'amica che ora vive a Brisbane ci chiama e mi dice: "Il mio papa' viene dal Trentino, un paesino chiamato Isera, vicino a Rovereto." Considerato che abito a forse due kilometri da li', lascio immaginare a voi come posso essermi sentita. "Se vai a Sydney ti do' il numero di mia cugina che e' li' cosi' vi potete vedere."
Sydney, dicembre 2012: incontro la cugina e la sua mamma, partita da Isera all'eta' di 10 anni. Seguiranno altri bellissimi incontri.
Settembre 2013: Christine e Jenny vengono a Isera, dai loro parenti. 

Ci siamo incontrate, inondate di parole, immagini di un Trentino che hanno conosciuto dai racconti e dalle fotografie. Fotografano le montagne, si lasciano accogliere dall'Associazione Trentini nel Mondo e con semplici parole raccontano cosa significhi per loro essere qua. Viviamo la spiritualita' della Campana dei Caduti che suona 100 battiti, osserviamo Rovereto illuminata. Ci lasciamo scaldare da uno splendido sole. Ci salutiamo al suono di canzoni cantate dal vivo da una splendida voce, un bicchiere di spumante e tante fotografie per ricordare questi momenti. Ci commuoviamo quando dicono che hanno trovato un'altra famiglia a casa nostra, noi che ci siamo tutti incontrati grazie a uno di quei casi della vita che esistono per ricordarci quanto sia bella. E se scende una lacrima, e' solo gioia.