Supermoon

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24 giugno 2014

365 giorni dopo

"Viaggiatore che tornate da terre lontane, quali doni portate con voi?"
"Signora, vi porto i fiori del giardino piu' profumato,
le stoffe piu' preziose d'Oriente e una valigia piena di felicita'!"
Mine Vaganti


1 anno, 12 mesi, 365 giorni, un numero inimmaginabile di ore, minuti, secondi.
A volte sembra ieri, a volte sembra passato molto di piu'. 
Talvolta felice, talvolta dubbiosa, spesso incredula. 

Un anno fa, a quest'ora, tornavo a casa. La MIA casa. Non le seconde case che mi avevano accolta nel periodo universitario e nemmeno le temporanee dimore in muratura o su due ruote o sotto le stelle che hanno accolto i miei sogni Down Under. Eh no! Era proprio CASA! 
Quel che ricordo di piu' e' la gioia dell'attesa, quell'attesa elaborata negli ultimi mesi e giorni, quando realizzi che ormai manca poco. Perche' come dice il Piccolo Principe, la felicita' sta anche nell'attesa di un incontro. E poi la gioia incontenibile di riabbracciare la mia mamma, che non mi aspettava e ancora mi chiedo come non le sia preso un infarto. A casa mi aspettava anche una cascata di riccioli biondi che se solo adesso penso alla possibilita' di rifare le valige, mi manca gia'. 

Ero tornata e mi ero data tempo di pensare al da farsi. Ero tornata nella mia stagione preferita dell'anno e sarebbe stata l'estate a portarmi consiglio. L'estate mi porto' anche un lavoro e cosi' dopo qualche mese sono stata per sei mesi immersa nella neve e in tante altre cose. Ma non era il mio posto. Forse perche' da tempo avevo deciso che le radici le dovevo rimettere a CASA. O, se proprio non avesse funzionato, in Australia. Nessuna via di mezzo. O il cuore, o la liberta'.

E' passato un anno. E non c'e' stato giorno in cui non abbia pensato a quel viaggio dall'altra parte del mondo. Un'esperienza che mi ha dato tanto, che spesso mi porta a pensare com'ero prima e come sono adesso. La nostalgia che sento, che mi fa dire che e' stato un viaggio di sola andata. Gli amici ancora laggiu', che ogni tanto mi chiedono quando torno, mi propongono opportunita' e io qui a scacciare quei pensieri lontani, fingendo di sapere che non riaffioreranno!

Non sono ancora sicura che la mia vita sia qui. Quest'anno mi ha fatto capire quanto sia vero che "Quando si assaggia la liberta', non si puo' tornare indietro." Qui ci sono il cuore e la mente; la' il cuore e la liberta'. E il mio futuro dov'e'?

Chissa'!





5 settembre 2013

Alla bellezza e la magia della vita

"Ci sono cose che decidiamo noi, poi ci sono un milione di coincidenze sulle quali non abbiamo nessun controllo, quegli eventi che ci portano in un certo posto, in un dato momento e che ci cambiano la vita per sempre. Chi controlla queste coincidenze? Una cosa è certa non siamo noi." (cit.)


In questi giorni, nei pochi momenti in cui mi sono trovata sola coi miei pensieri, l'unica cosa che sono riuscita a pensare e' che la vita sa essere proprio bella. La bellezza delle piccole cose, la bellezza delle persone, il piacere di passare assieme anche poco tempo, ma intensamente.
In questi giorni un cerchio si e' chiuso. Non lo so quanti sono i gradi di separazione che ci separavano, so che nella vita capitano delle coincidenze inspiegabili. Questa storia piu' di altre ho portato con me dall'Australia e non mi stanco di ripeterla e mi scuso con chi gia' l'ha sentita raccontare.

Byron Bay, novembre 2012: il posto in cui vivere forse x sempre, ma dove non ho trovato lavoro. Cerco quindi un help-x (lavoro in cambio di vitto e alloggio) nelle vicinanze, per non delapidare il conto in banca. 
Dunoon, qualche giorno piu' tardi: una delle signore che mi accoglie mi mostra un piatto di ceramica, lo giro ed e' firmato. "L'ha fatto una mia amica tanti anni fa, il suo papa' e' italiano." E il cognome e' molto famigliare, trentino.
Qualche giorno dopo l'amica che ora vive a Brisbane ci chiama e mi dice: "Il mio papa' viene dal Trentino, un paesino chiamato Isera, vicino a Rovereto." Considerato che abito a forse due kilometri da li', lascio immaginare a voi come posso essermi sentita. "Se vai a Sydney ti do' il numero di mia cugina che e' li' cosi' vi potete vedere."
Sydney, dicembre 2012: incontro la cugina e la sua mamma, partita da Isera all'eta' di 10 anni. Seguiranno altri bellissimi incontri.
Settembre 2013: Christine e Jenny vengono a Isera, dai loro parenti. 

Ci siamo incontrate, inondate di parole, immagini di un Trentino che hanno conosciuto dai racconti e dalle fotografie. Fotografano le montagne, si lasciano accogliere dall'Associazione Trentini nel Mondo e con semplici parole raccontano cosa significhi per loro essere qua. Viviamo la spiritualita' della Campana dei Caduti che suona 100 battiti, osserviamo Rovereto illuminata. Ci lasciamo scaldare da uno splendido sole. Ci salutiamo al suono di canzoni cantate dal vivo da una splendida voce, un bicchiere di spumante e tante fotografie per ricordare questi momenti. Ci commuoviamo quando dicono che hanno trovato un'altra famiglia a casa nostra, noi che ci siamo tutti incontrati grazie a uno di quei casi della vita che esistono per ricordarci quanto sia bella. E se scende una lacrima, e' solo gioia.